12 novembre 2008

 

Autolentox ?

Guide

La scorsa settimana (chiedo venia per il ritardo nella pubblicazione) il Messaggero ci ha nuovamente messo in guardia sulle scorribande della nostra simpatica polizia municipale.
Un lungo articolo, con immagini a corredo, attaccava questa volta la Polizia Municipale, rea in questo caso di eccesso di zelo, la quale multava gli automobilisti che percorrevano la via a velocità troppo bassa.




Cito l'articolo originale:

Roma e autovelox, multe sulla Colombo anche a chi va troppo piano
di DAVIDE DESARIO

Sulla Cristoforo Colombo multe per chi va troppo forte. Ma anche troppo piano. Sembra una gag di Maurizio Crozza nei panni di Walter Veltroni e, invece, è tutto vero. Da quest'estate, infatti, la pattuglia autovelox del Git (Gruppo intervento traffico) della polizia municipale della Capitale ha iniziato a multare non solo chi supera il limite di velocità ma pure chi lo rispetta. Nel primo caso c'è la prova indiscutibile della fotografia scattata dall'autovelox che registra l'immagine del veicolo e la velocità alla quale procedeva. Nel secondo caso, invece, si tratta solo di una rilevazione assolutamente empirica dei vigili. Chiunque, quindi, potrebbe essere sanzionato senza aver possibilità di difendersi.
I vigili del Git applicano l’articolo 141 comma 6 del codice della strada: «Manteneva una velocità ridotta tale da costituire intralcio e pericolo per la cicolazione». Un articolo che di solito non viene applicato agli automobilisti (se non in autostrada) ma ai conducenti di carretti o mezzi agricoli che in strade ad alto scorrimento e in orari di punta possono creare problemi. La sanzione applicata è di 35 euro ma con la notifica il cittadino arriva a pagarne 47. I primi verbali per "difetto di velocità" fatti a luglio sono stati notificati in questi giorni. Gli altri stanno arrivando: «E' vero adesso la pattuglia autovelox multa anche chi va troppo piano - ammette il comandante del Git, Raffaella Modafferi - perché quelli che conoscono l'esistenza della postazione autovelox rallentano talmente tanto che evitano anche a chi corre di prendere le multe e soprattutto rischiano di causare incidenti e tamponamenti».
La strada più pericolosa d'Italia. La Cristoforo Colombo è la strada che collega l'Eur con Ostia. E' lunga circa 30 chilometri. E' a due corsie per senso di marcia. Il limite di velocità è di 80 chilometri orari tranne nei pressi dei numerosi incroci a raso o di curve e innesti pericolosi dove il limite scende addirittura a 60. Nel 2007, stando agli ultimi dati disponibili, si sono verificati quasi 10.000 incidenti con 7 morti, 8 feriti gravi e 410 meno gravi.
L'autovelox.
L'autovelox mobile del Git è posizionato quasi sempre nello stesso punto e nelle stesse ore. La pattuglia dalle 23 in poi si ferma pochi metri dopo il quindicesimo chilometro in direzione Ostia. Si posiziona sulla piazzola dello svincolo per via di Mezzocamino, completamente nascosta dai cespugli. Il punto è alla fine di un rettilineo lungo due chilometri al termine del quale ci sono una serie di curve pericolose e buie. Per questo, subito dopo, il limite da 80 scende a 60. Riuscire a mantenere in discesa con la strada libera (perché di notte non c'è traffico) la velocità entro il limite degli 80 chilometri non è facile. E infatti da dietro il cespuglio l'autovelox flasha in continuazione. Ma quando non flasha, adesso, può capitare che la multa arrivi lo stesso.
Troppo piano. Da qualche mese la pattuglia autovelox sanziona anche chi rispetta i limiti. «Andare troppo piano non va bene - prova a giustificare il comandante Modafferi che fino alla domande de Il Messaggero ignorava la novità - Perché intralcia la circolazione e può anche creare pericolo per chi arriva dopo e si trova improvvisamente un veicolo davanti». Ma quale circolazione intralcia una macchina che va piano alle due di notte sulla Colombo che, per di più, è a due corsie? E quale pericolo crea un veicolo che va piano alla fine di un rettilineo di due chilometri dove quindi è perfettamente visibile? E se la velocità ridotta può creare pericolo perché non fermano subito il responsabile? Non è che si vuole multare a tutti i costi gli automobilisti? «Dopo l'autovelox mi dicono - spiega ancora la Modafferi - Ci sono delle curve buie e pericolose. Fermare un veicolo in quel punto sarebbe pericolosissimo per i vigili e anche per l'automobilista stesso perché si rischierebbe di essere travolti da chi arriva dopo». Ma allora a quale velocità si deve andare in quel punto per essere sicuri di non prendere la multa? Solo a 60? Se si va tra i 40 e i 50 si rischia la contravvenzione? A questa domanda il comandante del Git dei vigili risponde così: «Bisogna procedere né troppo forte, né troppo piano».

Sembrerebbe infatti che sulla via Cristoforo Colombo, in direzione Ostia prima dell'incrocio con via di Mezzocamino (fuori dal G.R.A.), sia spesso imboscata una pattuglia di vigili, munita del solito modello 104 o 105. Gli automobilisti locali conoscono molto bene l'ubicazione, e la pericolosità, di tale postazione, per cui si guardano bene dal passare in quel tratto di strada a velocità anche solamente vicine al limite consentito, ma siccome spesso e volentieri, soprattutto sulla Colombo, i limiti svariano tra almeno tre livelli differenti (70, 60 e 50Km/h, etc) è sempre bene tenersi un passo sotto al limite minimo conosciuto: 50Km/h. Succede quindi che nel tratto di strada in oggetto, tutte le auto, guidate da automobilisti prudenti, si trovano a passare a velocità molto bassa, con conseguente situazione di rischio per chi ignora la situazione.
I solerti agenti della Polizia Municipale, forse frustrati da serate poco produttive o dal fatto che anche i camionisti bulgari conoscessero quella postazione di autovelox, hanno dunque deciso di interpretare a loro modo la situazione.

La mia "prudenza" punita alle 2 di notte dai vigili
ROMA (28 ottobre) - Multato dalla pattuglia autovelox. Ma perché andavo troppo piano. Sì, avete letto bene: troppo piano su una delle strade più pericolose di Roma dove il limite massimo di velocità va tra 60 e 80 chilometri orari. Due vigili urbani di Roma, infatti, "armati" di macchinetta fotografica, non riuscendo ad immortalare la macchina ad alta velocità hanno voluto comunque fare una contravvenzione. Una storia incredibile che per caso è successa a me ma, considerata la fame di multe che da anni ha travolto i vigili della Capitale, potrebbe succedere ad ognuno di voi. Il "fattaccio" risale al 18 luglio del 2008. E' venerdì. All'1,30 di notte, dopo la chiusura del giornale, torno a casa al volante della Nissan Micra di mia moglie. Poco prima delle 2 imbocco la Cristoforo Colombo in direzione Ostia.

E lo faccio con la prudenza di chi ha lavorato fino a tardi, è alla guida di un'utilitaria e ha due figli piccoli. All'altezza del quindicesimo chilometro come accade quasi tutte le notti c’è una pattuglia dei vigili con l'autovelox: hanno parcheggiato la loro Toyota Rav4 sul marciapiede perfettamente nascosti dietro una siepe alla fine di un lungo rettilineo in discesa. In quel punto il limite di velocità è di 80 chilometri orari ma venti metri dopo, essendoci una curva pericolosa e l'innesto di via di Mezzocamino, il limite si abbassa a 60. Quindi bisogna necessariamente decellerare.

Come tutti gli habitué della Colombo conosco a perfezione la strada (una delle più pericolose d'Italia). Così sto attento a non superare i limiti. Eppure i vigili del Git mi multano lo stesso. Per quale ragione? Hanno applicato l'articolo 141 comma 6 del nuovo codice della strada che recita testualmente: «Manteneva una velocità ridotta tale da costituire intralcio e pericolo per la cicolazione». Quale fosse la mia velocità non è dato saperlo poiché gli autovelox sono tarati per scattare la fotografia solo in caso di superamento dei limiti. Il motivo della mancata immediata contestazione è ancor più bello: «Impossibilità di fermare il veicolo perché servizio autovelox postazione fissa».

Ho pagato "di corsa" la contravvenzione da 47 euro (36 per la sanzione più 11 di notifica). Già, la prudenza non paga. Il cittadino sì.
D.Des.

Ecco copia del verbale che si è vista recapitare a casa una nostra concittadina.











Alcuni trafiletti ci danno poi un'idea delle risposte ricevute dai giornalisti in merito alla questione.
IL COMANDANTE DEL GIT RAFFAELLA MODAFFERI
«Ormai in troppi conoscono l’autovelox e avvertono gli altri»

Il motivo della contravvenzione? «La velocità ridotta intralcia la circolazione ed è pericolosa»

Insomma tra una multa e un ricorso, i responsabili dell'amministrazione locale (il consigliere comunale del PD Alessandro Onorato e il suo collega Massimiliano Valeriani), non hanno pensato a di meglio da fare, che attaccare la giunta di Alemanno perchè multerebbe gli automobilisti prudenti invece che premiarli. Solito improduttivo scambio di accuse tra solite fazioni...

Il problema invece permane: se una strada come la Cristoforo Colombo, che ricordo è a due carreggiate distinte con doppia corsia di marcia più corsia di emergenza, viene reputata pericolosa per chi va troppo piano, allora bisogna trovare una soluzione.
Eliminiamo l'immissione di via di Mezzocamino?
Alziamo il limite orario, così la gente potrà finalmente circolare nei termini di legge?
Modifichiamo o sistemiamo la sede stradale in modo che quel limite non sia più giustificabile?
Se la velocità ridotta "intralcia la circolazione ed è pericolosa", perchè non vanno a farsi un giretto sul Raccordo in corsia centrale?
A nessuno le risposte...

Consiglio caldamente di visitare il link al sito del Messaggero, dove è presente una serie di commenti costruttivi e non da parte degli utenti:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=33636&sez=HOME_ROMA#

Concludo con un paio di foto (cortesia de Il Messaggero) con l'ubicazione della postazione e una foto della stessa, dalla quale si arguisce il perchè sia stata definita imboscata nel precedente discorso.


Buon Viaggio!



Noleggio Auto

Etichette: , , , , , ,


Commenti: Posta un commento





<< Home page

This page is powered by Blogger. Isn't yours?

Iscriviti a Post [Atom]