13 ottobre 2008

 

Amore gira là

Scopiazzamenti

Aggiornamento con questo simpatico copy'n'paste dal numero di Ottobre di Barrio, rivista gratuita in distribuzione a Roma Nord.

EDITORIALE
del Direttore Michele Ruschioni

Amore gira là

Girà qua, vai di là, segui quella macchina lì, la strada giusta era quella di prima. Più meno questa è la conversazione tra un uomo e una donna quando sono in auto. Lui di solito guida, lei di solito si distrae mentre manda messaggi alle amiche o si guarda le unghie appena smaltate. Ad un certo punto esclama interdetta: l'uscita era quella! E lui che, masticando amaro, vede il bivio allontanarsi dallo specchietto retrovisore e già pensa a quanti chilometri in più dovrà percorrere. Buon senso vorrebbe che, mentre Lui guida, Lei gli dia una mano nell'indicare la strada. “Come q-u-a-l-e strada? Quella là.” Ovvio. Studiosi della semantica converranno: il vocabolario femminile è privo dei sostantivi “destra”, “sinistra”, “prima” e “dopo”. Nemmeno Freud riuscirebbe a decifrare un “gira là” urlato improvvisamente dalla donna di turno mentre attraversiamo piazza Ungheria. Guai poi a inveirle contro, potremmo urtare la sua sensibilità e sentirsi dire: “allora lì arrivaci da solo”. Che dichiarazione scontata: non che ci stesse dando una grossa mano. Se con le carte stradali le donne avessero la stessa dimestichezza che hanno con le carte di credito staremmo tranquilli. Perché ci irrita questa particolare incapacità delle donne? Semplice. Se fossero toponomasticamente più orientate noi maschietti non dovremmo abbassarci a chiedere a quell'anonimo passante la strada per arrivare in quel posto. L'uomo odia chiedere indicazioni, ancora di più se si tratta indicazioni geografiche. Se poi il ristorante\festa\locale da raggiungere è dentro i confini di Roma nord e noi non sappiamo arrivarci, abbassarsi a chiedere una indicazione sa di sconfitta socio geografica. Daremo senz'altro l'impressione di non essere della zona. Una vera e propria onta per chi è nato-vissuto-cresciuto tra la Camilluccia, l'Olgiata e viale Parioli.
Soluzioni: navigatore satellitare (scontata), utilizzo del taxi (costoso), la coppia si scoppia e va con due auto (consigliata). Così vediamo chi arriva prima lì.
Ricordo il sito ufficiale della rivista Barrio:
http://www.barrioroma.com/barrio/index.php

Buon viaggio!

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06 ottobre 2008

 

Le strade alternative al Raccordo (parte 1)

Guide

Capita spesso che mi metta a curiosare nei tag di ricerca con cui gli utenti raggiungono questo blog, e l'ultimo spunto me lo fornisce un anonimo utente dall'IP 79.32.217.216, che ha ricercato un modo per evitare il traffico in zona Roma Sud.
Purtroppo quella parte di Raccordo, in particolare la carreggiata esterna nel tratto Colombo-Appia è tristemente nota a tutti gli automobilisti romani per l'incredibile traffico che vi si concentra dalle prime luci dell'alba a notte già inoltrata.
Bisognerebbe per questo frustigare in pubblica piazza colui che ha concepito lo svincolo dell'Appia, ma ormai il danno è fatto, per cui veniamo ai rimedi.

Avendo una certa esperienza della tratta in questione, ed esattamente del percorso Fiumicino - Tuscolana, posso illustrarvi alcuni semplici trucchi per partire avvantaggiati.
Prendiamo in esame come punto di partenza lo svincolo del G.R.A. con l'autostrada Roma - Fiumicino, poichè rappresenta spesso l'inizio della lunga coda di auto che vi condurrà a destinazione.
Cominciamo subito col dire che, se la vostra mèta è da qualche parte in zona La Rustica, Tiburtina, Nomentana, o giù di lì, sicuramente vi conviene fare il giro inverso (antiorario), passando in carreggiata interna dal tratto dei lavori, che ormai sono quasi conclusi. Imboccate per cui senza il minimo dubbio la rampa con l'indicazione Cassia - Aurelia - Flaminia - [A1] Firenze e proseguite fino a destinazione.
Per chi invece vuole proprio farsi del male, ecco che comincia la grande traversata. Va precisato anche quì che il tragitto alternativo conviene solamente se dai bollettini radio avete notizie terrificanti (alle brutte penso siate già in larga parte abituati), tipo "crollo della volta del tunnel dell'Appia" o "Camion perde carico ad altezza Ardeatina" e via malaugurando.
Pronti, via, usciamo lentamente dalla Roma - Fiumicino e ci troviamo come di consueto sulla complanare di destra, che si immette sul Raccordo vero e proprio solo dopo lo svincolo di Parco de'Medici.
Qua potrebbe scattare la prima manovra che vi farà risparmiare 2 minuti: ci teniamo sulla destra superando buona parte della fila già presente e usciamo per Parco de'Medici, percorriamo una piccola rotatoria, e invece di imboccare il cavalcavia, ci reimmettiamo sul Raccordo svoltando a DX.
Da qua ci aspetta una lunga fila fino all'uscita dell'Ostiense. Se il traffico sembra scorrere bene lungo la salita che ci porta verso la Colombo, proseguiamo dritti, se invece per avanzare dovrebbe mettersi in moto l'asfalto, allora usciamo sulla via Ostiense, ma proseguiamo dritti per Mezzocamino, proseguiamo ancora dritti seguendo via di Mezzocamino, passiamo sotto la Colombo e dovremmo incontrare una curva a destra e poi un'incrocio, continuiamo ancora su via di Mezzocamino finchè non si incontra una rotatoria.

Noi proseguiremo comunque dritti (seguendo la rotatoria!) finchè non ci troveremo di fronte il viadotto della Pontina. Qua purtroppo siamo costretti a girare a destra, proseguendo verso Spinaceto, ma girando alla prima utile (intendesi non contromano) sulla sinistra, e poi nuovamente a sinistra, possiamo prendere la Pontina in direzione Roma. Proseguiamo dritti fino al Raccordo.


Qua abbiamo 2 possibilità: riprenderlo (mai!) oppure superarlo e girare alla prima uscita, che ci porta su Via dell'Acqua Acetosa Ostiense, che imboccheremo girando a destra dopo la rampa. Questo tratto di strada è solitamente abbastanza libero fatta eccezione per l'ultimo tratto, prima dell'incrocio con la Laurentina.

Superata l'immancabile fila al semaforo, proseguiamo dritti verso l'ipermercato, e giriamo a sinistra nel parcheggio, infondo a destra e seguiamo la strada, che ci conduce fino a via di Tor Pagnotta, dove giriamo a destra.








Proseguendo dritti saliamo fino a viale dell'Esercito e giriamo a destra, ancora su via di Tor Pagnotta, superiamo la rotatoria all'incrocio con via della Cecchignola (benedetto colui che l'ha ideata!!!) e andiamo ancora dritti fino ad immetterci sulla via Ardeatina.








Qua giriamo dopo neanche 100 metri alla prima a sinistra, via di Torricola, dove c'è un piccolo ponte e una salita a curve tra i pini. Anche qua proseguiamo sempre dritti fino a che, dopo un muro che costeggia la ferrovia, ci troviamo all'incrocio con l'Appia Antica. Attenzione che c'è lo stop e la precedenza ce l'ha l'Appia Antica. Proseguiamo dritti su via di Casal Rotondo ma senza accelerazioni brusche perchè potrebbe di già presentarsi la coda per il semaforo dell'Appia Nuova (altezza Capannelle).
Superato quest'ultimo ostacolo proseguiamo dritti per via delle Capannelle, passiamo sotto a un piccolo ponte ferroviario, e poi per circa un km, fino a quando ci si pone davanti un incrocio con 2 possibilità: girare a destra su via Lucrezia Romana (per chi va verso G.R.A. Tuscolana/Anagnina) oppure proseguire dritti (per chi va verso Tuscolana/Cinecittà).
La seconda soluzione è abbastanza semplice, per quanto riguarda la prima invece, stanno eseguendo dei lavori in zona, ad ogni modo se non dovessero stravolgere la viabilità, la via d'uscita è la seguente: percorrere per 500 metri via Lucrezia Romana e girare a sinistra su via Mario Broglio.

In fondo a via Mario Broglio abbiamo quindi ulteriori 2 scelte: girare a destra se si vuole raggiungere la complanare del tratto dei "lampadari", in direzione Ciampino, oppure girare a sinistra, seguire la curva a destra e proseguire dritti fino all'immissione sulla via Tuscolana, proprio un centinaio di metri prima dello svincolo col Raccordo.

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L'incrocio cieco.

Seppure con rammarico (non è mia intenzione parlarne nel blog), mi trovo nuovamente a commentare le notizie dei nostri giornali locali, in cui spiccano non tanto gli articoli stessi ma le situazioni incredibili che determinano i più brutti fatti di cronaca.
Veniamo alla prima situazione, direttamente dal Messaggero di domenica scorsa, 28 settembre 2008:

Incidente in via dei Monti Tiburtini. Perdono la vita due ragazze.

A causare il gravissimo incidente in via dei Monti Tiburtini sarebbe stato «il mancato rispetto dello stop da parte della Volvo, che si stava immettendo nella strada principale». È quanto sostengono i vigili urbani del V gruppo, dopo gli accertamenti eseguiti ieri sul luogo del tragico scontro. Secondo i primi rilievi, l’automobilista non avrebbe rispettato uno stop immettendosi da uno svincolo sulla strada principale, dove viaggiava la Fiat 500 con a bordo le due donne morte nello scontro.
Secondo la riscostruzione della polizia municipale, la Volvo avrebbe urtato con la parte anteriore sinistra la parte destra dell’utilitaria. La conducente della Fiat, per tentare di evitare l’impatto, avrebbe occupato parte della carreggiata opposta, dove in quel momento arrivava il pullman turistico. L’autista dell’autobus ha quindi tentato di sterzare, sostengono i vigili urbani, «ma ha preso lo stesso in pieno la Fiat, facendola indietreggiare di qualche metro e facendola finire contro una Renault Espace che stava dietro l’auto delle due ragazze». Dopo l’impatto, il pullman è finito nella scarpata.
Se sulle cause dell’incidente la polizia municipale sembra essere giunta a una ricostruzione attendibile, resta però il tema dei rischi collegati al nuovo sistema di viabilità inaugurato con l’avvio dei cantieri del nuovo tracciato della tangenziale est, un’opera che le Ferrovie dello Stato stanno realizzando nell’ambito dei lavori per la nuova stazione Tiburtina. «Il percorso provvisorio presenta diversi rischi, anche perché la segnaletica orizzontale è insufficiente», dicono in ambienti vicini al V gruppo. Tra i punti di debolezza ci sarebbe proprio l’intersezione dove è avvenuto l’incidente di ieri mattina. Lì chi si immette sulla strada principale, spiegano i caschi bianchi, è costretto a svoltare “a gomito”, con possibilità di manovra ridotte. E per autovetture di grandi dimensioni, come la Volvo, i rischi sono moltiplicati.
Fa.Ro.
Guardiamo ora le immagini del servizio:



Aggiungo anche qualche commento "fuori campo" incluso nell'articolo originale:

Carreggiata ristretta
I lavori per la realizzazione della nuova tangenziale est e della stazione Tiburtina hanno ridotto la larghezza della strada

«Quella traversa cieca è una trappola: si tratta di una tragedia annunciata»
Denuncia dei residenti. E il Comune chiude lo svincolo

«La Volvo non ha rispettato lo stop. Ma quel punto è molto pericoloso»

I vigili intervenuti sul posto: «Fatte diverse segnalazioni»
Mi sorge spontanea e repentina una domanda: ma chi è il pazzo che ha concepito una situazione del genere???
Guardiamo bene le fotografie, da sinistra verso destra.
Prima foto, anche un ipovedente si renderebbe conto che, venendo dalla direzione in cui si trova l'osservatore (cioè dalla Tangenziale Est), non si vede assolutamente nulla, neanche l'immissione sulla destra!
Seconda foto, anche qua stessa prospettiva per chi di lì si immette su via dei Monti Tiburtini: un muro di cemento.
Dalla prima e dalla terza foto si capisce chiaramente che chi ha concepito i jersey di cemento a restringimento della carreggiata, non si è minimamente posto il problema di quella immissione cieca, che anche se non fosse stata tale avrebbe comunque causato notevoli problemi in fase di immissione, per cui il tratto ristretto, pur se in curva e molto pericoloso, è stato lasciato ad una sola corsia, mentre il tratto inverso è stato inutilmente mantenuto a 2 corsie, nonostante la visione della strada per chi viene in discesa è molto più chiara.
Capisco le ragioni del traffico, per cui si è teso a favorire quello proveniente dalla Tiburtina, molto più consistente, ma il risultato eccolo qua.
Dalla foto aerea si deduce che si sarebbe potuto comodamente mantenere la seconda corsia per chi proviene dalla Tangenziale Est, e restringere la corsia opposta a una singola corsia, quantomeno fino all'immissione sulla destra prima di Ponte Lanciani. Proprio a volere una cosa fatta bene, si sarebbe anche potuto allargare di circa una corsia tutta la zona dei lavori che precede l'immissione cieca (e magari rimuovere quel muro di jersey perpendicolare al senso di marcia, posto all'inizio dei lavori) e solo poi riavere entrambe le corsie per chi va verso la Tiburtina, in modo da facilitare l'immissione senza dare la precedenza. Si sarebbe trattato in ogni caso di verniciare diversamente la segnaletica orizzontale. Difficile?

Potremmo come sempre chiamarla "fatalità", ma complimenti di cuore a chi si preoccupa della nostra salute in strada. Come mai certe poltrone al Comune non si liberano mai?

Buon viaggio!

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