08 dicembre 2009

 

A 150Km/h in autostrada.

Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Mattioli, scaglia la prima pietra: "Sono favorevole alla proposta della Lega per innalzare il limite di velocità a 150 km/h nei tratti autostradali a tre corsie e dove c'è il tutor"
Non c'è che dire, un buon inizio per quello che sarà il 2010 automobilistico italiano.
Poi però si perde in commenti su situazioni inattuabili: "non per tutte le auto, ma per quelle che, per cilindrata e caratteristiche di sicurezza, possono viaggiare tranquillamente (...) Certo non le piccole auto".

Premettendo che chi è in possesso di autovetture di cilindrata superiore, spesso già non si pone il problema del limite dei 130 Km/h, e non si porrebbe alquanto spesso anche quello dei 150 Km/h, andiamo ad analizzare le possibili situazioni.
Tutte le vetture attualmente in commercio, e quelle immatricolate nei recenti anni, salvo casi rari, raggiungono con tranquillità i 180 Km/h. L'esclusione di alcune categorie dall'imposizione del vecchio limite su che base andrebbe quindi fatta?
Cilindrata? (poveri possesori di auto con motore Wenkel...)
Cavalli o Kw?
Diciamo che ognuna delle possibili ipotesi lasciarebbe fuori una tale fetta di automobilisti, da rendere inattuabile ogni contestazione se si viaggia comunque sotto i 150 Km/h.
E la sicurezza di cui si parla, in che modo verrebbe stabilita?
Sappiamo benissimo che le revisioni sono gestite da officine abbastanza di manica larga, che pur di intascare quei pochi spiccioli per tirare avanti, certificherebbero idoneo all'uso pista un furgone guidato da rom.
Personalmente, avendo una vettura di tipo sportivo ed essendo un appassionato di motori, ho sempre preferito mettere davanti a tutto la manutenzione del veicolo, escludendo qualsiasi tipo di problema che potesse compromettere affidabilità e prestazioni, ma questo mi costa una considerevole quantità di denaro all'anno. Oggi, nell'epoca dei finanziamenti facili, in cui c'è gente che pur di comprare una marca blasonata, è pronta a firmare cambiali per tutto il resto della vita, quanto spazio viene dato alla manutenzione ordinaria e straordinaria del veicolo? È abbastanza palese che, una volta che i soldi finiscono o siano comunque già ipotecati, il veicolo sia tranquillamente utilizzato per quetioni pratiche, ma si venga meno in fatto di sicurezza.
Gomme lisce o secche, freni usurati, fari spenti, parabrezza rotti, bozzature multiple, carburazione mal tarata ed elettroniche varie che fanno le bizze, quanti di voi hanno almeno una delle condizioni di pericolo in elenco, attualmente attiva sul proprio veicolo? Alzo la mano anche io, perchè in attesa della bella stagione per effettuare il cambio gomme (secche, non lisce...).
Ora immaginiamo quanti non di noi abbiano almeno tre o più delle sopra citate condizioni, coesistenti assieme nel proprio veicolo. Li facciamo andare a 130 Km/h o a 150 Km/h?
Io direi a piedi!
Questo per far capire che sarebbe buona cosa, prima di tutto, un'educazione ferrea di chi si mette alla guida, non lo stabilire se una cosa sia meglio di un'altra quando quest'ultima non condiziona la vita di nessuno.
Io sarei più sul metodo tedesco, che a differenza di quanto vediamo nel telefilm Cobra 11, difficilmente influenza negativamente gli incidenti autostradali.
Nessun limite di velocità nei tratti di strada rettilinei idonei, da loro, ma controlli più stretti su veicoli e persone.
Non come da noi, che a 14 anni si prendono questi bambocci e si mettono alla guida di piccole automobiline truzze, che fanno più rumore di un trattore, più fumo della ThyssenKrupp di Terni e vengono sbloccate per correre fino a 80 Km/h. Ma che educazione diamo ai giovani? Colpa dei padri direbbero alcuni, vero, ma anche della nostra indifferenza.
Parliamo anche delle strade su cui ci troviamo a viaggiare, che spesso abbinano limiti di velocità
di 90Km/h in molti tratti extraurbani, quando una persona sana di mente non li percorrerebbe neanche ai 50Km/h. In città invece... Incroci a raso, asfalto in stato ignobile (alle volte passo più tempo a guardare per terra per schivare tutte le buche, che a guardare la strada davanti!), pessima manutenzione della segnaletica, altri codici (sosta in doppia fila, diritto di precedenza, uso delle corsie) mai rispettati.
Come al solito, in Italia, si parte con la crociata, perchè si vede che la situazione sta scomoda a qualcuno (come non comprenderli, visto che le autostrade del nord sono in prevalenza dritte e a 3 corsie per chilometri...), e si tralasciano tutte le possibili, e molto più utili, opzioni che richiederebbero un maggiore impegno da parte delle autorità.

Chiudo l'articolo al richiamo di "ma che ce frega a noi, che tanto sul raccordo, grasso che cola, che fai i 50Km/h".

Buon Viaggio!




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20 settembre 2008

 

Le autostrade gratuite

Di solito non prendo spunti dal blog di Beppe Grillo, nè tantomeno mi piace introdurre temi politici (sempre immancabili negli articoli del blog di Beppe). Purtroppo i discorsi intrapresi in quella sede sembrano essere sempre giusti, ma lontani da una possibile soluzione. Purtroppo principalmente perchè siamo tutti abituati a lamentarci senza effettivamente proporre possibili soluzioni al problema, anzi, delegandole a quella stessa entità che sembra ignorarle; il discorso si chiude quindi su se stesso lasciando noi ai nostri piagnistei e le istituzioni alla loro felice ignoranza.
L'ultima denuncia proveniente dal blog di Beppe è però abbastanza interessante, anche se lontana da apparenti soluzioni: "I signori delle autostrade".

Noi, i nostri padri, i nostri nonni abbiamo pagato le autostrade. Il loro costo è stato ammortizzato da anni. In Inghilterra e in Germania sono gratuite. In quei Paesi, i cittadini, in modo legittimo, le usano senza pagare due volte. Le hanno già finanziate, sono roba loro. In Italia le autostrade sono state regalate ai concessionari come Benetton che guadagnano miliardi di euro senza nessun rischio nè investimenti di capitale. I miliardi dei pedaggi vengono poi investiti in ogni tipo di business e per finanziare i partiti.
Le autostrade devono diventare gratuite. Non abbiamo pagato per decenni le tasse per arricchire Benetton e soci. Per le nuove autostrade il discorso è diverso, chi vuole la concessione ci metta i suoi soldi. Per le autostrade già esistenti dobbiamo dire basta al pizzo dei concessionari. Nei prossimi giorni lancerò una campagna di disobbedienza civile, sarò io il testimonial.
Prima di ascoltare l'intervista al professore Giorgio Ragazzi, autore del libro: "I signori delle autostrade", vi faccio una raccomandazione. Prendete una camomilla doppia e non indossate nessun maglione della Benetton. Potreste mangiarlo.
(...)
Deduco quindi che per le fantomatiche soluzioni ai problemi, dovremo leggere il libro di Giorgio Ragazzi.
I milioni di euro investiti in finanziamenti ai partiti che, nel caso di una utopica soluzione a nostro favore, verrebbero a mancare, saranno per cui presi da altre fonti, sempre a nostro totale discapito. Nulla si crea e nulla si distrugge è una legge valida anche per il denaro.

Credo che come in tutti i casi la soluzione esista, e sia nel mezzo.
La soluzione svizzera ad esempio: un bollino annuale obbligatorio per tutti gli automobilisti che intendano utilizzare le autostrade, niente caselli e ognuno per i fatti suoi.
In un paese che ha già da lungi tempo preso la strada del taglio del personale, dove i caselli con pedaggio a pagamento automatico superano in numero quelli dove troviamo un essere umano dietro al vetro, sarebbe una soluzione ideale, visto anche il costo e l'ingombro di tali infrastrutture. Poche vittime sacrificali (i casellanti...) ma meno spese di gestione, la possibilità di fare inversione di marcia dove cavolo ci pare (effettuando manovre da codice, si intende...), e soprattutto niente più file sotto la canicola estiva, con l'omino dall'accento campano che viene a vendervi l'acqua e altri carissimi generi di prima necessità. Una rete autostradale ad immagine del nostro caro Grande Raccordo Anulare, quindi, per il quale fu anche proposta (e abbandonata) l'ipotesi di un bollino.
L'unica differenza è che noi siamo Italiani e non Svizzeri, per cui una politica economica corretta sarà disfatta da una totale inadeguatezza da parte degli utenti nostrani, che non hanno una coscienza sociale nè tantomeno un indottrinamento civile; ne consegue che solo il 20/30% di essi pagherà il bollino autostradale pur usufruendo quotidianamente del servizio, e nessuno tra le istutizioni controllerà che questo unico onere venga assolto: un fallimento totale. Per completare il tipico quadretto italiano, la cosa verrà affidata ad enti privati, e solo quando la situazione sarà rovinosa lo Stato ne prenderà atto rimettendoci di nostre tasche...
Che dire? Pessimismo e fastidio.

Vi ricordo il link all'articolo sul blog di Beppe Grillo: I signori delle autostrade.

Buon viaggio!

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