10 marzo 2008

 

L'Imbuto della Morte

Dissertazioni

Di derivazione culturale nord-amerciana, questa precisa situazione deve le sue origini al film "Gioventù bruciata" e agli show di stuntman automobilistici e motociclistici anni '70, ripresa poi anche da Carlo Verdone in un suo film.
Come avrete già capito dal nome, si tratta di una situazione a rischio che ogni automobilista e motociclista affronta quasi quotidianamente.
Sarà capitato a tutti di notare come l'urbanistica si sia sovrapposta, soprattutto in campo stradale, in varie epoche e tendenze.
Gli antichi romani prediligevano strade selciate, i loro successori si accontenteranno delle sterrate e dopo via via nel tempo, passando per sanpietrini, cemento, pavè, moquette, foglie morte, etc., si arriva all'asfalto odierno. Poi intervengono ulteriormente i vari burocrati della situazione, che in relazione alle risorse economiche, alle idee architettoniche, allo spazio a disposizone, porteranno ognuno la propria indelebile impronta sulla viabilità cittadina.
...e quale città può dare migliore espressione di tale confusione a livello stradale se non Roma, che ha anche l'aggravante di 2 fiumi, delle mura Aureliane, di acquedotti romani e ferrovie che la percorrono in lungo e in largo, e di sbalzi altimetrici notevoli (i famosi 7 colli, che nel frattempo saranno diventati almeno una quarantina).

L'ambiente ideale per l'Imbuto della Morte si configura di solito in prossimità di restringimenti di carreggiata, trafficati o meno, che possono essere costituiti prindipalmente da stradoni a 3 corsie che convergono sull'analogo dell'arcinoto "Vicolo Stretto", da uscite autostradali sovraffollate, da spartitraffico in prossimità di semafori, da gallerie, ponti, acquedotti o comunque qualcosa che divida o restringa in modo netto e inevitabile la corsia di marcia.

Il primo approccio con l'Imbuto della Morte si ha di solito in giovane età, quando in sella al proprio motorino si tenta il sorpasso del mezzo pubblico sulla preferenziale con cordoli, e ne sopraggiunge un altro in senso opposto. La lunghezza del mezzo sorpassato, le scarse possibilità prestazionali del proprio mezzo a motore, l'inesperienza, la sadicità di chi è alla guida del mezzo pubblico, determinano i parametri della sfida.
All'inizio della sfida si hanno ancora ben 3 possibilità:
- non ce la faccio! lasciare il gas e tornare dietro
- ce la faccio! spalancare il gas e superare
- morire schiacciato, preso in mezzo come una noce
Ogni secondo è prezioso e l'inesperienza è un fattore determinante a questo punto, è perciò indispensabile essere preparati ad una scelta immediata.
Se perdete questo inestimabile attimo, le possibilità rimanenti sono 2:
- ce la faccio!
- morire schiacciato
Se siete sopravvissuti fino all'età della patente scoprirete le nuove frontiere dell'Imbuto della Morte.
La situazione potrebbe anche essere analoga alla precente, ma quella che si propone come la più gettonata è la sfida con altri automobilisti sullo stesso senso di marcia.
Situazione tipo: state procedendo allegramente in una strada poco trafficata, quando vi accorgete che qualche centinaio di metri davanti a noi c'è un restringimento con spazio per far passare un solo veicolo, e in modo neanche troppo agevole.
Prendete tempo togliendo il gas e studiate il traffico che vi circonda: notate a questo punto che il vecchietto sulla Panda poco davanti a voi potrebbe essere agevolmente superato, altrimenti costituirà elemento di disturbo per il successivo tratto stradale, ma non avete la certezza di potercela fare agevolmente. Scalate a questo punto una marcia, e cominciate a lanciare il vostro veicolo verso l'Imbuto della Morte.
Con l'automobile, in questa situazione non deve assolutamente verificarsi alcun imprevisto: bambini che attraversano, gatti, pigne, buche, scooter e quantaltro sarebbero solamente bersagli di secondo conto, mentre l'appuntamento con il fato si avvicina inevitabile.
L'automobilista medio però ha anche un'aggravante ai parametri sopra citati: la presunzione. La presunzione è ostinazione, è sicurezza di essere migliori dell'avversario temporaneo e di tutti quanti ci circondano solitamente, è quella che ci spinge a superare le code dalla corsia di emergenza, è quella che ci fa passare i semafori anche molto tempo dopo l'ultimo giallo utile (*), è quella che spinge a occupare i posteggi per portatori di handicap, a comprare SUV grossi come il Titanic senza neanche avere un briciolo di posto auto proprio, a superare con deliberate prepotenze ogni veicolo ci preceda, nonostante la fila sia lunga 10Km, ma soprattutto è la principale causa di infortunio o decesso nell'Imbuto della Morte.
L'automobilita, che ha come ricordo, due sole possibilità:
ce la faccio!
morire schiacciato
di queste concepisce come reale solo la prima, e la realtà è spesso ben diversa, per cui l'automobilista presuntuoso non ha il canonico 50% di possibilità di successo come lo sfidante normale: ne ha solo il 33%, per via di calcoli fisici essenziali nella scelta dei tempi che vengono dati per scontati e lasciati deliberatamente al caso.

Prendiamo ora in esame le conseguenze.
L'automobilista esperto, e abile nella guida, ha sempre un calcolo rapido e ineccepibile, e sa quando vincere o rinunciare a priori all'Imbuto della Morte senza mettere in gioco alcunchè. Per lui l'unico problema sarebbe un breve aumento del battito cardiaco, in parametri entro la norma, che, appena superato con successo l'ostacolo, viene sostituito da una sensazione di autogratifica e sguardi accattivanti a se stesso medesimo tramite lo specchio retrovisore.
Diversamente va a chi non interpreta bene i tempi, e perde. Oltre ad un probabile contrasto in ambito assicurativo con il rivale di turno, si va a fare la conta dei danni.
Finchè si tratta di restringimenti di carreggiata, per cui si finisce contro birilli e cartelli stradali i danni morali e fisici saranno limitati (diverso è quando si incappa in veicoli di manutenzione o peggio in operai di turno...). Quando invece la strada si incunea in gallerie, trafori, archi e quantaltro di inamovibile, l'impatto sarà un po' meno gradevole...

Guardiamo ora la situazione con l'occhio di chi viene superato o comunque coinvolto involontariamente. In genere gli automobilisti si dividono in ulteriori due categorie: gli intrepidi e i lascivi. Ne fanno parte indistintamente sia donne che uomini, sia giovani che vecchi. Agli intrepidi appartengono ad esempio i presuntuosi, ai lascivi le suore col pulmino.
Per i lascivi è molto facile, vedono che qualcuno li sta superando per passare prima di loro e accettano passivamente sia il semplice sorpasso che il completo taglio della strada, accennando al massimo qualche impropero (anche le suore col pulmino) se proprio fossero costretti a frenare vigorosamente.
L'intrepido nel 99% dei casi accetta la sfida dell'Imbuto della Morte rilanciando e dando gas o allargandosi per smorzare sul nascere ogni possibile contromossa. Se però si incontrano due presuntuosi, la sfida si conclude con l'inevitabile autoeliminazione di entrambi e danni ingenti a cose e persone, compresi angosciosi nonchè costosi strascichi in tribunale.
Se comunque l'intrepido non è un presuntuoso, sicuramente apparterrà alla categoria del bastardo. Il bastardo è quello che smembrerà il proprio motore pur di spaventare chi supera, e poi frenerà all'ultimo lasciando strada al sorpassante, per il solo gusto di ricevere dal retrovisore del sosrpassante occhiate di odio, a chiappe strette... A questa specie appartiene la classe del pericolosissimo bastardo catechista, cioè colui che pretende di infondere il proprio modo di guidare seminando il panico.
Anche il lascivo, classe fondamentalmente innocua, può essere coinvolto in un Imbuto della Morte ma principalmente a causa di eccessiva distrazione, e anche in questo caso si possono generare situazioni fondamentalmente disastrose. Il lascivo solitamente non è pratico in manovre di emergenza per cui impiega tempo eccessivo nel calcolare i tempi, l'auto del lascivo è poi la classica utilitaria logora (il pulmino delle suore), magari a GPL, o una grossa e pesante berlina col motore intasato. Il finale è però differente inquanto egli non si schianta contro i margini dell'Imbuto, ma pur di non coinvolgere degli innocenti automobilisti, anche a fronte di danni lievissimi, è pronto anche al suicidio lanciandosi in dirupi, contro le vetrine dei negozi, contro pali, alberi, pilastri autostradali e via dicendo. Cosa che nel 90% dei casi provoca la morte del lascivo stesso, e danni inestimabili ai trasportati e alle strutture coinvolte.
Ho tralasciato volontariamente il tema dei sorpassi azzardati in automobile, molto simili per ambienti e mezzi coinvolti, a quelli dell'adolescenza in motorino, allego però una foto con le estreme conseguenze (Dal film "The Fast and The Furious", scontro dell'auto di Toretto dopo l'Imbuto della Morte contro il treno merci. A dimostrazione del fatto che gli imprevisti sono sempre in agguato, e ride bene chi ride ultimo...).

Con questo penso di aver esaurito l'argomento (e anche il tempo a dosposizione :) )
A risentirci a presto!

Etichette: , , , , ,


This page is powered by Blogger. Isn't yours?

Iscriviti a Post [Atom]