30 giugno 2008

 

Che c'hai qualche euro che siamo rimasti senza benzina?

Storie dalla strada

Sai già che esiste, vorresti non farci caso, dimenticartene, in quella specie di catarsi quotidiana in cui eccellono i nostri politici, ma diventa molto difficile quando il disagio sociale te lo vedi attorno ogni giorno, attraverso il parabrezza e i finestrini dell'auto. Uomini scuri che chiedono soldi al semaforo, lavavetri che arrivano a pulire perfino i fari, con stracci che farebbero ribrezzo anche al peggior carburatorista cinese, venditori di accendini e lucette, storpi e perfino bambini, ma da loro in fondo te l'aspetti, chiuso in quel tuo guscio metallico di italiana superiorità, da cui guardi l'esterno come un video di LiveLeak, sperando che col verde smettano di offuscare la tua bella giornata con la loro deprimente presenza.
L'inaspettato è però il trovarti di fronte gente come te, persone perfettamente normali, italiani, ben vestiti, con automobile e ragazza al seguito, anche lei ben vestita, che ti sorprendono all'uscita dell'autogrill la sera. Il copione è sempre lo stesso: "Che c'hai qualche euro che siamo rimasti senza benzina?". La risposta invece cambia, come i pensieri e i dubbi che nascono in chi diventa oggetto di tale richiesta. Saranno rimasti a piedi? Poveri ragazzi! Lasciamo qualche moneta, comunque vada. La mia risposta invece è sempre la stessa: "Mi spiace ma ho speso gli ultimi spicci alla cassa", e filo via. La prima volta che mi capitò, giovane e neopatentato, ingenuamente, mi domandai perchè aspettassero all'uscita dell'autogrill, e non di fianco alle pompe, perchè abituato ad anni di scorribande notturne con un motorino ad autonomia molto limitata, a volte ero costretto anche io a chiedere agli automobilisti, al self 24, che mi venisse lasciata una goccia di benzina di modo che potessi raggiungere casa. Pagando, si intende, ma qualcuno alla fine ti lasciava anche 2.000 lire di super rossa senza pretendere nulla. Normalità, per me, fonte di guadagno per qualcunaltro. E' qui che ti rendi conto che le cose, come al solito, non migliorano affatto, i mali di ieri si protraggono anche al presente e al futuro, ma nel Terzo Millennio le differenze sociali sono molto più piatte, non è facile distinguere la brava persona dal drogato; non che quest'ultimo debba essere necessariamente l'opposto della brava persona, ma ha anche lui raggiunto e superato il limite di decenza della vita normale. Raccattare pochi spiccioli, piazzando scuse poco credibili, pur di raggiungere l'agognato scopo della serata, che per inciso consiste nell'andare ad appartarsi per spararsi in vena del putridume chimico, non è affatto sinonimo di benessere. C'è chi come noi tira avanti cercando di migliorare le cose, e c'è chi trae un assai effimero guadagno, dissociandosi dalla realta solo per qualche decina di minuti, anche se poi il proprio viso sarà associato alla figura dell'accattone notturno, anche se verranno coinvolte nel disastro sociale le persone vicine, anche se il proprio futuro dovesse durare solo un ora. Negli anni '80 c'erano i "bucatini", negli anni '90 abbiamo preferito le droghe leggere, nel Terzo Millennio eccoci ad investire i nostri notevoli vantaggi economici in cocaina, siamo progrediti, e l'unico risultato è che arrivano nuove droghe (acidi, khat, e altre merdate) e l'eroina scende di prezzo, rischiando di coinvolgere i nuovi poveri della classe basso-borghese. Il mutuo è salito alle stelle? Le rate dell'auto non finiscono più? Il lavoro non si trova? Chissene frega, tanto se proprio deve andare male si va all'autogrill e si rimedia una dose in comode rate da 2 euro.
Bah...
Fottetevi la vita con i soldi degli altri.
Non mi fate pena, ma dovreste farla voi stessi.


Buon viaggio!

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