13 aprile 2010

 

Le microcar maledette

Dissertazioni

In questi giorni, a causa dei recenti avvenimenti di cronaca locale (1 e 2), a Roma si è inasprito l'argomento microcar.
Ecco che come al solito, quando si allineano due eventi assolutamente "normali", qualcuno coglie l'occasione per ricordarsi di una situazione che probabilmente sta già destando preoccupazioni da parecchio, elevandosi a paladino della società: la bestia nera del perodo è la circolazione delle microcar.

Il titolone dell'articolo online su CorriereDellaSera.it non lascia spazio a dubbi:


Avessero visto il demonio?! Finalmente qualcuno si è accorto che vengono "truccate" e, incredibile ma vero, che a guidarle ci sono dei quattordicenni totalmente inesperti.

Andiamo però con ordine.

Aspetto tecnico.
Le cosiddette microcar altro non sono che delle scatolette di plastica, ABS per la precisione (lo stesso materiale dei mattoncini Lego e dei frigo per grlati del bar), con un telaio composto da tubolari o tralicci di ferro saldati insieme in struttura NON a cella (NON tipo Smart ForTwo per capirci). Il motore è generalmente un 400/500cc diesel 2 cilindri in linea, capace di 5 cavalli, autolimitato per ovvi motivi. Le gomme sono delle 145/70 R13 (poco più dell'Ape 50) fornite di freno a disco con pinza idraulica.
Tolto l'aspetto sicurezza che riguarda l'incolumità in caso di incidente di chi ci viaggia, andiamo a parlare degli accorgimenti tecnici atti a peggiorare per quanto possibile la guidabilità di tali mezzi.
Il motore può essere ovviamente modificato facilmente rimuovendo la limitazione, di modo che possano raggiungere i 90Km/h e rendendole quindi dei piccoli proiettili, ma la modifica meccanica più disgustosa in tal senso, a mio modo di vedere, è lo scarico. Io posseggo una 1.800cc 16 valvole che monta un terminale sportivo omologato, del quale il vantaggio più grande non è nelle prestazioni, bensì nell'estetica e in quel lieve rumorino in più emesso dal motore a determinati regimi. Ebbene, è vergognoso a volte veder sfilare queste scatolette da cibi precotti con sotto scarichi cui neanche la vecchia serie DTM/ITC ci aveva abituati. Oltre al disgusto visivo, i veri lati patetici della modifica consistono poi nel rumore, tipo mezzo agricolo, e nel denso fumo nero, probabilmente frutto di altri ritocchi a livello di alimentazione, che anche in movimento sale tipo ciminiera in verticale lungo il baule della vettura, dato che quest'ultima non è assolutamente in grado di proiettarlo fuori dalla scia con potenza. Poi si parla di FAP e blocchi del traffico per inquinamento?

Puntualizzo infine che gli argomenti relativi a autoradio, adesivi, accessori, lucine e lucette, sono stati volutamente evitati perchè privi di ogni posssibile discussione costruttiva.

Aspetto pratico.
Inutile commentare il fatto che i quattordicenni di oggi, cresciuti sotto miti come Power Rangers, Fast & Furious, tronisti di Maria e Grande Fratello, non abbiano altri modi di spiccare se non facendo i bulli, correndo con motorini e macchinine e dialogando tra loro con linguaggi di dubbia natura e scritti rosicchiati dai topi. Il vero problema è chi li mette alla guida. Con quello che costano le microcar, viene da immaginare che il paparino possieda quantomeno un SUV, e che inveitabilmente il figlio lo imiti in tutte le manovre caratteristiche che contraddistinguono i guidatori di SUV: doppia fila davanti al tabaccaio, occupazione di 2 posti auto, sorpassi a zigzag, diritto di prepotenza all'incrocio e via infrangendo il codice (e gli attributi di chi deve conviverci su strada). Ulteriori aggravanti del problema sopra citato sono le dimensioni del mezzo, che consentono di adottare a esempio tutte le manovre dei guidatori di Smart, e la faccia tosta di chi è alla guida, che spesso non si rende conto della stuazione in cui si trova, o semplicemente può fregarsene pur sapendolo, e basta.
Altri problemi derivano poi proprio dai possibili vantaggi dell'utilizzo della microcar, che oltre all'utile riparo in caso di maltempo rispetto al motorino, consistono nell'offrire un ingresso incontrollato nelle ZTL e la possibilità di mettersi alla guida anche per quei soggetti che per i casi più disparati non otterrebbero mai autorizzazioni per una vettura vera e proria. Da quà la quasi totale occupazione dei parcheggi in centro riservati ai motocicli (1 microcar sul posto di 2/3 moto) e la quasi certezza, nel caso non sia un minorenne alla guida, di trovarsi di fronte un ricercato, o qualcuno con patente ritirata, o un malato mentale, o un anziano rimbecillito.

Aspetto pedagogico.
Esami di guida e patentini, lezioni a tema e sensibilizzazione scolastica, campagne pubblicitarie e meeting sono le solite proposte, ma in una scuola in cui i soldi già mancano, in cui normalmente si apprende circa la metà degli argomenti di qualche decennio fa, in cui i giovani fanno i bulli con i professori e in cui la pazienza dei docenti è finita già da un pezzo, non credo che tale politica possa attaccare con facilità. E' difficile inculcare un argomento che va contro il "fa figo" del momento, soprattuto quando sono i genitori stessi a non rendersene conto (daltronde non credo che siano i figli a potersi permettere costose modifiche ai propri mezzi) e non prendere provvedimenti, anche in situazioni più leggere di questa.

Mi sembra di parlare come mio nonno... ma il discorso è fondato; è l'ottica che cambia!
Le menti cambiano, tutti maturano prima o poi, ma mentre io a 14 anni al massimo avevo il Sì, o più probabilmente una bicicletta ben differente da un'odierna moutan bike, qua si mettono dei veicoli da decine di migliaia di euro in mano a sbarbati, dando per scontato che siano abbastanza maturi per poterli affrontare, e spesso non è così.

Sicuro di aver dimenticato qualche argomento lungo la strada, vi lascio con questi filmati vari relativi alle microcar.
(NOTA - i crash test vengono tutti effettuati alla velocità di codice di 45Km/h imposta per queste vetture, facciamoci due conti!)











Buon viaggio!



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25 ottobre 2009

 

Violenza Stradale

Multimedia

Oggi, nel torpore della domenica mattina, trovatomi spiazzato dall'ora in più a disposizione per sonno/risveglio/preparazione-al-pasto e assolutamente disarmato di fronte alla programmazione televisiva della domenica mattina (neanche la MotoGP, in replica, oggi poteva dare aiuto), ecco che lo spunto viene dal canale tematico Rainews24, uno dei "nuovi arrivati" col digitale terrestre.
Il servizio interessante di oggi (circa 12 minuti) è un report dalla strada, molto ben fatto, visto con gli occhi dei tutori dell'ordine e dei normali utenti.

Rainews 24 - Violenza Stradale
Analizzando in breve questo filmato possiamo trarre alcune (ovvie) conclusioni riguardo all'utenza media della strada:
1) l'ignoranza, in senso lato intesa, come voluto disinteresse alle basilari norme comportamentali. Questa si manifesta in vari modi, in primis e in modo evidente con l'imprudenza, la guida disinteressata alla situazione, la prepotenza al volante e altre abitudini dannose, e, in secondo luogo, con la totale inadeguatezza alla situazione oggettiva del problema.
Sono moltissimi infatti gli utenti della strada che non conoscono assolutamente il significato di alcuni segnali stradali, sia per quanto riguarda la segnaletica verticale che per quella orizzontale, e che comunque non sanno applicarli al contesto stradale in cui vengono a trovarsi.
Esempio eclatante è quello dell'incidente (in questo caso sul famigerato tronchetto urbano della A24, direzione G.R.A.), in cui 2 auto ferme per un semplice tamponamento rimangono bloccate sulla corsia di sorpasso creando una coda chilometrica.
Qua si verificano numerose inosservanze alle basilari norme di convivenza stradale, tra cui soprattutto il codice stradale. Ne sono segno rappresentativo la mancata osservanza della distanza di sicurezza, la probabile guida con cellulare senza uso di apparati vivavoce/auricolari (non evidente, ma sicuramente presente), la mancata consapevolezza del fatto che, in assenza di feriti ( il colpo di frusta non rientra in tale casistica), i veicoli possono essere tranquillamente rimossi dalla sede stradale senza l'intervento delle autorità, e, ultimo ma non per importanza, il totale disinteresse alla situazione di altrui disagio che si è venuta a creare. Ognuno di noi è infatti portato a pensare, che in condizioni di emergenza si possa essere autorizzati a fare quello che si vuole in barba ai regolamenti e alla sicurezza, altrui e propria, ed è questo un chiaro segno di maleducazione, inciviltà e prepotenza verso il prossimo.
2) l'inadeguatezza delle strade.
Come già trattato in precedenza relativamente ad altri temi, l'Italia non brilla di certo per coerenza dinamica nella costruzione di nuove strade. Ci troviamo infatti a percorrere strade statali costruite in epoche diverse, in parecchi casi dagli antichi romani ai giorni nostri, secondo concetti ingegneristici, culturali, sociali, molto diversi tra loro. Ne consegue che la classica strada statale italiana non è altro che un pertugio a carreggiata unica e una corsia per senso di marcia, dove convivono fattori esterni diversi. Si va dal paesaggio, con alberi in banchina e conseguenti radici sotto l'asfalto, salite, discese, rettilinei senza fine, centri abitati, incroci a raso, gallerie e via dicendo, alla concezione urbanistica passata, presente e futura, perchè noi italiani, si sà, siamo previdenti e costruiamo, oggi per il domani, stradoni a 6 corsie, ponti autostradali, vie complanari che vanno a convergere miseramente sulle mulattiere preesistenti e che creano il famoso effetto imbuto, causa principale di ogni coda in caso di traffico. Anche l'urbanistica non aiuta, infatti nel filmato viene confermato che, su una strada in curva cieca e a corsia unica, già pericolosa di per sè, qualcuno abbia avuto la brillante idea di concedere dei passi carabili per l'accesso a delle nuove villette. Ed ecco fatta la frittata. In un altro caso vediamo un incrocio (quello tra Nettunense e Via del Mare Albano-Pomezia) che ci lascia abbastanza spiazzati per la sua enormità, quando le strade interessate sono due viuzze della classica carreggiata singola a una corsia per senso di marcia, ci si trova per cui fermi a semafori distanti una trentina di metri uno dall'altro, perdendo completamente il senso della tridimensionalità e della reale pericolosità di tale intersezione.
3) i cretini al volante.
Il primo riferimento andrebbe in automatico a chi fa zigzag nel traffico a 150 all'ora, ma volutamente preferisco anteporre il guidatore distratto, disinteressato, l'apatico stradale. Costui percorre quotidianamente le nostre strade senza la minima curanza alla situazione di traffico in cui si trova e col massimo disinteresse verso chi lo circonda. Esempio di facile richiamo sono quelli che marciano fissi in corsia centrale sul raccordo, anche se sulla destra non c'è nessuno per 15km, quelli che viaggiano sulle rotaie tipo trenino Lima perchè loro hanno un buon motivo per farlo (hanno l'auto grossa per cui non puoi osare di aspirare a farli scansare, hanno la famiglia con bimbi a bordo per cui la loro ipotetica sicurezza li rende immuni dalle altrui proteste, o hanno semplicemente il loro modo di guidare e non sarete mai voi a rieducarli in tal senso, etc. etc.). In questo senso rinnovo l'invito a tutti, di svegliarsi di tanto in tanto mentre si guida e verificare con i propri occhi, anche con l'uso dei retrovisori, se si sta facendo da tappo, e di conseguenza accelerare/rallentare/cambiare corsia per favorire ogni tanto anche gli altri, anche se non state commettendo alcuna infrazione.
Tornando all'esempio di primo riferimento, che abbiate fretta o no ("Sono in ritardo a lavoro" Cit.), evitate di percorrere il Raccordo come fosse una pista di GranTurismo, perchè probabilmente voi non rischiereste nulla se gli altri utenti fossero gestiti dall'intelligenza artificiale del computer, ma visto che l'esperienza parla chiaro, posso confermare che il pericolo viene soprattutto da manovre tanto imprudenti quanto incomprensibili degli apatici stradali (si, proprio quelli che vanno piano e rispettano il codice della strada per il 99% del tempo di guida). Quando il tipo da GranTurismo incontra questa situazione, cioè, in base all'affollamento delle nostre strade, almeno una volta ogni chilometro, possono verificarsi situazioni molto pericolose.

Vi lascio quindi al filmato (sperando che non venga rimosso dal sito di RaiNews24), o in alternativa ai commenti del presente articolo.

Buon viaggio!



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19 aprile 2009

 

La musica della strada

No, non mi riferisco ai gitani, ai suonatori di chitarra, a Rugantino, alle cornamuse sotto Natale, ai banchetti notturni e meno che mai ai truzzi che anche a gennaio a -2°C tengono i vetri della macchina abbassati, per accompagnarci, volenti o nolenti, con i loro pezzi techno o con Tiziano Ferro sparati a 150db da impianti stereo che costano come un appartamento.
Il riferimento va invece a tutti gli autori, conosciuti e non, che in questi anni hanno trasportato in musica la voce del traffico di Roma, quella genuina, quella polemica, autocritica e a volte anche incazzata. Ogni volta che ascolto un brano che tratta del traffico romano, mi palpita il cuore, mi sento parte e mi immedesimo subito in mille situazioni di vita vissuta qua su questo sedile, o in sella, nei Km macinati quotidianamente tra buche, marciapiedi, semafori, vigili e ambulanze.
Volevo quindi proporre una raccolta di video a tema, simpatici, polemici o spensierati, che sicuramente tutti sentiremo un po' nostri.

Frankie Hi-NRG MC



Gnometto Band





Andrea Moraldi "PAP3RO"







Edit 14/07/2009 - Seguono proposte da parte degli utenti

Flaminio Maphia



Edit 06/12/2009 - Seguono ulteriori proposte da parte degli utenti

Radici Nel Cemento



Corrado Guzzanti



Qualcuno mi propone "Prophilax - Fateme Pià La Patente", un po' al limite come testo, ma sono daccordissimo sul contenuto.
L'ho trovata, la metto lo stesso.

Prophilax



...se ne avete altre da proporre le accodo volentieri (dopo rapida valutazione sul tema).

Buon viaggio!



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26 novembre 2008

 

Addio ai montarozzi della cassia

Eventi

Finalmente, dopo anni di lavori e, incredibilmente, a soli 4 mesi dalla rottura del diaframma, sono lieto di annunciare che, il 27 novembre, aprirà la nuova galleria della Cassia in corsia esterna.
Questa nuova opera ingegneristica ci permetterà di passare una quindicina di metri più in basso rispetto alla precedente sede stradale delle famose due gallerie "a binocolo" sotto la via Cassia, ed evitare quindi il terribile tratto di sali-scendi, destra-sinistra presente causa lavori in quel tratto. Tutti gli utenti di quel quadrante sicuramente ricorderanno con terrore le code diurne e i pericoli notturni, con guardrail a filo fiancata e asfalto disconnesso, che ci accompagnavano per un chilometro di variante autostradale temporanea.

Cito il testo del sito Anas.
Appuntamento alle ore 10,30 presso via Barbarano Romano a Nord dello svincolo “Cassia” del GRA
L’Anas aprirà al transito veicolare la galleria “Cassia” della carreggiata esterna del G.R.A. di Roma giovedì 27 novembre 2008, alle ore 10,30. Alla cerimonia interverranno il Presidente dell’Anas Pietro Ciucci, l’Assessore alle Politiche della Viabilità e dei Lavori Pubblici della Provincia di Roma Marco Vincenti, l’Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio Bruno Astorre, il Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e Trasporti Giuseppe Maria Reina e il Sindaco di Roma Gianni Alemanno. L’intervento è inquadrato nel progetto complessivo di adeguamento a tre corsie del III Lotto - III Stralcio, lungo circa 1,4 km, del Quadrante Nord Ovest del Grande Raccordo Anulare di Roma. In particolare, sarà resa fruibile l’intera carreggiata esterna della galleria “Cassia”, lunga circa 700 metri, con una larghezza complessiva della sezione stradale di 18,40 metri rendendola, di fatto, la galleria ad una carreggiata più larga d’Italia. L’opera riveste particolare importanza ingegneristica, sia per le più ampie geometrie adottate, sia per l’impiego di innovative tecnologie esecutive volte alla salvaguardia ambientale del paesaggio e dei resti dell’importante ritrovamento archeologico di un’antica villa romana del III secolo d.C.
Alcuni dati tecnici per condire:

Lunghezza del Lotto aperto al traffico m 1.400

Sezione stradale in deroga al tipo I/b C.N.R./80

n 3 corsie di marcia di 3,75 m
m 11,25
n 1 corsia di emergenza
m 3,50
n 1 banchina laterale pavimentata
m 1,45
n 1 banchina laterale bitumata
m 0,70
n 1 banchina laterale per servizi
m 1,50
Totale larghezza della sezione stradale
m 18,40

E' disponibile per il download anche la brochure dell'evento.

Si ringrazia Anas SPA per la prontezza nell'informazione.

Buon viaggio!



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01 settembre 2008

 

Attenti al telelaser sul raccordo...

Guide

Neanche il tempo di tornare dalle ferie e preparare qualche articolo interessante, tra camion assassini e droga test vari, che l'attenzione mi cade su un trafiletto inserito da un utente del sito della Colonna Romana Motociclisti, il quale mette in all'erta sull'uso di questo imprevedibile aggeggio telemetrico da parte della nostra polizia stradale.
Attenzione a tutti i romani, c'è una pattuglia che si apposta sulla corsia laterale (complanare) del Raccordo Anulare tra le uscite Magliana e Pisana dove il limite di velocità è 70.
Si piazzano sotto un ponte con il Laser e sparano direttamente alla curva prima (circa 300 metri) dopo una discesa. E' presente e ben visibile la segnalazione della presenza di "controllo elettronico della velocità", ma si vede solo a 150m dalla pattuglia, quindi troppo tardi.
Io mi sono salvato solo perché quando sono passato il poliziotto armeggiava con un PC appoggiato sul cofano e probabilmente lo stavano montando!!
Quindi fate attenzione e passate sulla centrale che è molto più sicura
Confermo intanto la presenza del cartello e la pericolosità (per le nostre patenti) della questione.
Il luogo esatto si trova sulla corsia complanare del raccordo, carreggiata interna, nel tratto che segue le intersezioni con Roma-Fiumicino e Magliana e porta fino alla Pisana, passando dietro l'area di servizio Agip Pisana Interna. Dopo il bivio per la nuova Fiera di Roma e centro direzionale Alitalia, c'è una specie di S lunga sinistra destra seguita da una discesa, la quale riporta il livello stradale a quello del raccordo, che immette in un rettilineo di 2,5Km. Probabilmente il ponte dove si appostano è quello della via Portuense, distante dalla fine della discesa circa 700 metri. Uscite dalla S col piede felpato, e se non vedete nessuno casomai accelerate. Su quel tratto rettilineo solitamente la mia velocità normale è di 120Km/h, ben 50 oltre il limite!!!
Ringraziamo calorosamente per l'attenta segnalazione.

Buon viaggio!

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09 luglio 2008

 

Attenti a dove vi fermate...

Guide

Una situazione risaputa, almeno a livello underground, è quella della presenza di uno o più parcheggi del GRA dediti allo scambismo e agli incontri a fini sessuali, prevalentemente tra uomini.

Cita un articolo di Repubblica, relativamente al parcheggio in carreggiata interna tra Bufalotta e Nomentana:
"Una corsa sul raccordo verso la Palmiro Togliatti con breve tappa nell´area di sosta dove, da anni, si danno appuntamento gli "scambisti" o i gay. Tutto rapido, tutto furtivo: un segnale coi fari e qualcuno che si affretta ad aprire lo sportello. Nelle macchine, stanotte, solo uomini. Due ragazzi cominciano a fare sesso, furiosamente, esattamente tre secondi dopo l´incontro, neanche il tempo delle presentazioni. Ma qui nessuno chiede soldi."

Cita uno dei tanti Blog, relativamente all'area di servizio Casilina (quella del "C'hai due spicci per la benzina", per capirsi):
"In sostanza, si tratta di un famoso luogo di battuage gay dove, in diverse ore del giorno e della notte, uomini s’incontrano per consumare rapporti sessuali nelle macchine parcheggiate dietro la stazione di servizio o tra i folti cespugli che lo costeggiano."

Anche dai trafiletti dei vecchi giornali (2004) spuntano storie a tema:
"Film porno con la moglie e camionisti: arrestato
La coppia girava le aree di sosta sul Grande raccordo anulare. Gli uomini pagavano 25 euro e davano l'assenso alle riprese
ROMA - Realizzava film porno con la moglie e, come co-protagonisti, dei camionisti che sostavano nelle aree di parcheggio del Grande raccordo anulare di Roma. Gli uomini pagavano una «tariffa ridotta» per le prestazioni della donna (25 euro) e in cambio davano l'assenso ad essere ripresi con una telecamera durante il rapporto. Il giro è stato scoperto dai carabinieri che hanno arrestato l'uomo con l'accusa di aver indotto alla prostituzione la moglie. Si tratta di un romano di 44 anni, già inquisito in passato. La coppia si muoveva su un camper che veniva anche adibito a set cinematografico. Raggiunta l'area di parcheggio prescelta, di solito quella più affollata da camion, l'uomo scendeva dal mezzo e contattava i camionisti."

Insomma, ogni romano evita accuratamente di presentarsi in certe ore in dato luogo, onde evitare spiacevoli quanto inevitabili incontri, in situazioni al limite del grottesco.
Se bucate di sera, non vi fermate nell'area di sosta a ridosso della Nomentana, se dovete andare al bagno, evitate quelli delle pompe (di benzina!!!), se dovete riposare qualche minuto, restate a portata visiva degli avventori dell'Autogrill, se proprio venite a trovarvici, non chiedete niente a nessuno: potreste risvegliarvi con uno strano bruciore nelle parti basse ;)
Uomo avvisato, mezzo salvato.

Buon viaggio!

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30 giugno 2008

 

Che c'hai qualche euro che siamo rimasti senza benzina?

Storie dalla strada

Sai già che esiste, vorresti non farci caso, dimenticartene, in quella specie di catarsi quotidiana in cui eccellono i nostri politici, ma diventa molto difficile quando il disagio sociale te lo vedi attorno ogni giorno, attraverso il parabrezza e i finestrini dell'auto. Uomini scuri che chiedono soldi al semaforo, lavavetri che arrivano a pulire perfino i fari, con stracci che farebbero ribrezzo anche al peggior carburatorista cinese, venditori di accendini e lucette, storpi e perfino bambini, ma da loro in fondo te l'aspetti, chiuso in quel tuo guscio metallico di italiana superiorità, da cui guardi l'esterno come un video di LiveLeak, sperando che col verde smettano di offuscare la tua bella giornata con la loro deprimente presenza.
L'inaspettato è però il trovarti di fronte gente come te, persone perfettamente normali, italiani, ben vestiti, con automobile e ragazza al seguito, anche lei ben vestita, che ti sorprendono all'uscita dell'autogrill la sera. Il copione è sempre lo stesso: "Che c'hai qualche euro che siamo rimasti senza benzina?". La risposta invece cambia, come i pensieri e i dubbi che nascono in chi diventa oggetto di tale richiesta. Saranno rimasti a piedi? Poveri ragazzi! Lasciamo qualche moneta, comunque vada. La mia risposta invece è sempre la stessa: "Mi spiace ma ho speso gli ultimi spicci alla cassa", e filo via. La prima volta che mi capitò, giovane e neopatentato, ingenuamente, mi domandai perchè aspettassero all'uscita dell'autogrill, e non di fianco alle pompe, perchè abituato ad anni di scorribande notturne con un motorino ad autonomia molto limitata, a volte ero costretto anche io a chiedere agli automobilisti, al self 24, che mi venisse lasciata una goccia di benzina di modo che potessi raggiungere casa. Pagando, si intende, ma qualcuno alla fine ti lasciava anche 2.000 lire di super rossa senza pretendere nulla. Normalità, per me, fonte di guadagno per qualcunaltro. E' qui che ti rendi conto che le cose, come al solito, non migliorano affatto, i mali di ieri si protraggono anche al presente e al futuro, ma nel Terzo Millennio le differenze sociali sono molto più piatte, non è facile distinguere la brava persona dal drogato; non che quest'ultimo debba essere necessariamente l'opposto della brava persona, ma ha anche lui raggiunto e superato il limite di decenza della vita normale. Raccattare pochi spiccioli, piazzando scuse poco credibili, pur di raggiungere l'agognato scopo della serata, che per inciso consiste nell'andare ad appartarsi per spararsi in vena del putridume chimico, non è affatto sinonimo di benessere. C'è chi come noi tira avanti cercando di migliorare le cose, e c'è chi trae un assai effimero guadagno, dissociandosi dalla realta solo per qualche decina di minuti, anche se poi il proprio viso sarà associato alla figura dell'accattone notturno, anche se verranno coinvolte nel disastro sociale le persone vicine, anche se il proprio futuro dovesse durare solo un ora. Negli anni '80 c'erano i "bucatini", negli anni '90 abbiamo preferito le droghe leggere, nel Terzo Millennio eccoci ad investire i nostri notevoli vantaggi economici in cocaina, siamo progrediti, e l'unico risultato è che arrivano nuove droghe (acidi, khat, e altre merdate) e l'eroina scende di prezzo, rischiando di coinvolgere i nuovi poveri della classe basso-borghese. Il mutuo è salito alle stelle? Le rate dell'auto non finiscono più? Il lavoro non si trova? Chissene frega, tanto se proprio deve andare male si va all'autogrill e si rimedia una dose in comode rate da 2 euro.
Bah...
Fottetevi la vita con i soldi degli altri.
Non mi fate pena, ma dovreste farla voi stessi.


Buon viaggio!

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20 maggio 2008

 

Le code in auto

Dissertazioni

Suona quasi come uno sfogo inutile, un urlo lanciato nel vuoto, come quando nei film ci si affaccia sul Grand Canyon e si grida per sentire l'eco, solo che qua l'eco non c'è, e neanche il panorama. L'America, strade a 8 corsie dove sembra di viaggiare sui cuscini, e l'inseguimento delle 7 ripreso dall'elicottero della TV locale ha le fattezze di un videogame, dove tra ogni macchina ci sono almeno 50 metri, e raggiungi il centro della città in pochi istanti, sempre sulla stessa strada.
Ricordo su Youtube un commento ad un video di traffico romano, fatto probabilmente da un americano di città, che diceva più o meno questo: "Può darsi che Roma sia stata progettata per le bighe, ma sicuramente non per le autostrade a 4 corsie"
E rieccoci in un attimo a noi e alle nostre solite code: gomme e lamiere, stop accesi, gas di scarico, le radio ad alto volume, il vicino che si dedica alle pulizie pasquali dei propri orifizi nasali, quello dietro che suona, quello davanti che non si muove manco a spingerlo.
Ogni via consolare che si rispetti ha il suo punto G, il grande vallo, l'ostacolo che porta via almeno mezzora di coda tutte le mattine, il punto che dobbiamo superare noi, con la nostra auto e con i nostri nervi, altrimenti ci si trova a mordere il volante mentre si danno pugni sul clackson.
Il punto G (lo chiameremo così sia per abbreviazione di Goal, sia per motivi matematici in quanto rappresenta il baricentro della consolare, il punto in cui è maggiore la concentrazione di auto, e che ricopre quindi importanti ruoli gravitazionali) ha di solito le fattezze di un grande incrocio, di un'immissione, di un'uscita, di un semaforo solitario, di una strettoia. Lo si riconosce perchè c'è sempre fila, a qualsiasi ora, e le auto che lo percorrono sembrano partecipare al gioco del Tetris, finché allo scattare del verde, o allo sbloccarsi della situazione, la prima fila viene eliminata, e dopo un tempo x toccherà alla seconda fila, e cosi vià. Ovviamente maggiore è il numero di file, maggiore è il tempo necessario al superamento, ma a differenza del Tetris, qua non si perde mai: se le file diventano troppe, semplicemente raggiungono e intasano anche l'incrocio precedente, le vie limitrofe e quantaltro. Capita a volte di uscire e trovarsi, appena superato il cancello del garage, sull'ultima fila (o una delle ultime...) della coda, ed ecco che partono gli improperi di rito, le telefonate a lavoro per avvertire del ritardo o dell'assenza, e l'immancabile dignignamento dei denti con bruciore di stomaco.
Ad esclusione delle sensazioni citate, c'è poi chi reagisce alla situazione in modo diverso, e qua andiamo ad analizzare i vari profili di automobilista che andremo a incontrare.
Il Catartico, è colui che appena si trova fermo, inserisce nella radio un nastro di Claudio Villa e si dissocia da tutto quanto avvenga fuori dai suoi finestrini. Sorriso da ebete, sguardo assente e testa che ondeggia lentamente sulle note della canzone, viene individuato soprattutto negli automobilisti dai 40 anni in su, con utilitarie penultimo modello e con abbigliamento dell'Oviesse. Anche se il disagio fosse provocato da un incidente plurimo con frattaglie sparpagliate su tutto il manto stradale, lui, al momento di superare il punto G, da un'occhiata veloce, fa un'espressione percepibile dal solo movimento della parte superiore-destra del labbro, come a dire "eh, che ce voi fa'..." e torna infine alla sua guida diventata ora paciosa, molto paciosa, pure troppo paciosa, finisce così asfaltato dal primo sballato col suv che lo segue.
Il Catartico tecnologico, è colui che semplicemente approfitta della fila per chiamare la moglie, ragazza, collega, zia lontana, rigorosamente senza fare uso di alcun accessorio telefonico se non le proprie mani, e sta lì seduto mentre si divincola, ride in modo vistoso, fa gesti cretini e riparte dopo 10 minuti che quello di fronte a lui si è mosso. Se proprio non c'è necessità di comunicare con l'esterno, allora impegna il proprio tempo a sistemare il navigatore satellitare, l'equalizzatore del'autoradio, il climatizatore e quantaltro di elettronico si trovi all'interno della vettura. L'età media di questo individuo è sulla trentina, vettura paziosa ultima serie, abbigliamento casual. Di solito arriva al punto G esaurendo il credito della scheda telefonica, oppure scaricando le batterie del navigatore, o combinando qualche casino che solo lui sa, senza il manuale appresso.
L'Incazzato contenuto invece è la specie più diffusa al mondo. Per lui ogni tipo di auto, di abbigliamento e di intrattenimento vanno bene, le sole cose che lo accomunano agli altri, sono quella baviccia verde alla bocca, lo sguardo iniettato di sangue, il sudore nella parte basas della schiena e la perenne fretta. Usa il clackson con moderazione, non compie manovre troppo azzardate perchè tutto sommato è una persona civile. Il suo più grande disagio è trovarsi in coda dietro ai precedenti profili, cosa che gli causerà notevoli perdite di posizioni nella coda e conseguenti rodimenti di fegato e bruxismo insistente. Appena supera il punto G, stira due o tre marce a limitatore e riprende contegno e forma soliti.
L'Incazzato, sarebbe la forma assoluta del precedente profilo. Prendiamo gli stessi caratteri già discussi e moltiplichiamoli per 10, otteniamo così l'analogo umano di una belva ferita. Suona il clackson e impreca dal finestrino ripetutamente, se quello davanti ritarda la partenza di 0,02 secondi lui si lancia in gestualità fin troppo evidenti, cambia spesso fila e cerca con insistenza il sorpasso, anche dove lo spazio non c'è (leggasi, ad ogni metro della coda), ma non ce la fa mai e si ritrova messo nella stessa situazione, se non peggio. I suoi abiti sono macchiati di bava, che gli cola copiosa dal labbro inferiore disposto a valva di ostrica gigante, e il suoi movimenti sono tremolanti e istantanei. Questo elemento non raggiunge mai il punto G, perchè si troverà coinvolto in risse, incidenti e suicidio da inalazione di gas di scarico.
Lo Stronzo. Profilo diffuso in ogni coda, racchiude elementi moderati ed elementi totalmente inavvicinabili per maleducazione, prepotenza e pericolosità. Il suo scopo non è quello di superare il punto G, ma unicamente di far incazzare come api prese a sberle tutti gli appartenenti alla propria coda. Lo stronzo avanza sfruttando ogni possibile crimine della strada: sorpasso contromano, invasione delle isole di traffico e dei marciapiedi, passaggio su corsie preferenziali e di emergenza, utilizzo improprio delle file ai semafori, passaggio col rosso pieno, cambi di direzione all'ultimo secondo, passaggio all'interno delle aree di servizio e degli svincoli per inversione di marcia, etc. Tende sempre ad utilizzare ogni centimetro messo a disposizione della carreggiata per superare buona parte della coda e tagliare la strada in modo pericoloso al'automobilista che sta per valicare il punto G, e viene oltretutto emulato nelle sue gesta da alcuni profili di altre specie, come incazzati e stronzi moderati, i quali si gettano nel varco approfittando del fatto che il maggior numero di trasgressori dia ragione morale alle loro azioni. Gli elementi appartenenti a questa classe non hanno sesso, età o culture equivalenti, si va dall'adolescente in microcar al vecchio bacucco con la Fiat Regata diesel col portapacchi, dal giovane rampante con la Mini Cooper al pappone ingiacchettato sulla BMW 730, tutti accomunati dal totale senso di superbia e disprezzo degli altri automobilisti. Il problema infatti non sarebbe tanto quello delle infrazioni (mai punite) che commettono per ottenere vantaggio nella coda, quanto quello morale del mors tua, vita mea che applicano in ogni manovra, approfittano sempre delle disattenzioni dei catartici per porre il loro paraurti dinnanzi a quello altrui, provocando l'istinto naturale di tagliargli la strada singendoli sui guardarail o buttandoli nei fossi limitrofi, e se puta caso incontrano una qualsiasi forma di automobilista incazzato, arrivano a fare a sportellate pur di imporre la loro ragione, finendo la manovra incastrati in modo fantozziano tra i pali del punto G. Ognuno di noi ha sempre sognato che nel momento topico dell'infrazione compiuta, costoro vengano placcati da una pattuglia della stradale in assetto da esecuzione capitale, e quindi giustiziati in linea sul primo jersey libero. Insomma se ne farebbe molto volentieri a meno, considerato che causano direttamente il 50% in più di code e l'80% in più di incazzatura* in più all'interno del punto G.
All'interno della coda intervengono anche fattori secondari, ma estremamente fastidiosi, come quelli qua elencati:
- il veicolo che precede ha gli stop allo xeno (va bene che non esistano, ma qualcuno secondo me se li è costruiti)
- il vicino con radio Maria a palla
- il veicolo che precede è un fugone, o monovolume, o qualsiasi cosa oscuri totalmente la visuale
- il vicino che si scaccola
- la radio che non prende (avete sentito 10 minuti di spot, poi quando la trasmissione riprende, voi siete nel punto morto...)
- il lavavetri insistente (tanto non potete scappare)
La cosa più struggente della coda è però il dover necessariamente occupare il proprio tempo a pensare, e l'argomento va quasi in automatico al motivo di tanto intoppo automobilistico, con l'inevitabile conseguenza che l'imputazione della causa scatenante ricada sempre sull'errore umano. E' infatti naturale constatare che le infrastrutture stradali di Roma siano deliberatamente, costantemente, impunemente predisposte Ad fallum canis.
Da qui nascerebbero altri spunti di discussione, ma è un'altra storia, e si è fatto tardi.

Buon viaggio!

* - Si ringraziano in particolar modo gli analisti e i ricercatori delle case di shampoo e di tinture per capelli, per le accurate analisi dei dati in possesso e il calcolo in modo ineccepibile delle percentuali di dannosità degli automobilisti della categoria Stronzi.

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15 febbraio 2008

 

La SS 8 Via del Mare

Guide

Oggi si parla di uno dei tratti stradali che percorro più spesso, specialmente di notte: la Via del Mare, o SS 8.
Una storia fotografica di questa strada si può trovare su internet sul sito AGROROMANO.NET, e andiamo a scoprire che anticamente fu inaugurata come "prima autostrada italiana" nel 1928, con tanto di illuminazione. L'odierna SS 8 parte invece da viale Marconi (zona EUR), e segue tutto il corso del Tevere verso Ostia, con arrivo finale a Piazza dei Ravennati, al cosidetto Pontile. La strada è caratterizzata da pochi svincoli presenti, un andamento prevalentemente rettilineo e la costante presenza di alberi (platani) in banchina, come volevano le mode del tempo, e questa breve descrizione pone in rilievo quelli che sono anche i fattori elementi di rischio di tale strada, tanto incidenti da farla entrare nella top 10 delle strade pericolose italiane. Con rammarico constatiamo che la posizione in classifica si sta allontanando dalla vetta, non perchè sia stata messa in sicurezza, ma perchè sono subentrate di diritto altre arterie ben più pericolose.
Tornando alla pratica, su questa strada sono in vigore, dal giorno di inaugurazione nel 1928 (questo è almeno quanto riferitomi dalla Polizia Stradale in occasione di un verbale), i seguenti divieti:
- limite di velocità 70Km/h
- no autocarri
- no carretti con traino animale
- no biciclette
- no ciclomotori
- no motociclette
La prima, spontanea domanda che ci si pone è: ma nel 1928, esistevano pure le motociclette? come erano fatte? Ebbene, ho cercato su internet e ho trovato traccia di una tale "Lilliput", prodotta nel 1899, ben 30 anni prima!
E come era fatta questa motocicletta? Ho cercato di ricostruirla mentalmente, partendo da 3 assi di legno e un motore a vapore, alla fine dopo varie simulazioni sono giunto a conclusione che, alla faccia dei 66 euro di verbale affibiatimi con un secolo di ritardo dopo dai solerti agenti, nel 1928 avrebbero comunque fatto benissimo a tenere un simile aggeggio lontano da una strada percorsa da automobili... (Ma le automobili come erano fatte?? vabbè...)
Rimanendo in tema motociclistico, dovrebbero spiegarmi poi il perchè sulla parallela SS 8 bis, o via Ostiense, che è ricca di incroci a raso privi di regolazione semaforica (quindi con precedenza fai-da-te), dove non c'è guardrail tra carreggiata e alberi, dove l'asfalto è simile al suolo lunare, dove possono passare anche i T.I.R. nonostante la larghezza di carreggiata sia esigua, un divieto ai motocicli non esista...
Esauriti i legittimi sfoghi personali, torniamo all'aspetto viabilità generica.
Come la vedono gli automobilisti.
La prima osservazione fatta da chi la percorre quotidianamente riguarda il nome. Va bene che porta al mare, ma 30 Km di strada dritta, percorsa, quando va bene, a 70Km/h fissi, perchè non l'hanno chiamata "Via delle Caccole"??? In tali condizioni di viabilità, trovare il modo di ispezionare il proprio apparato olfattivo e tenere aperto un finestrino per eventuali evacuazioni, senza peraltro causare eccessive turbolenze dovute alla velocità, è la cosa più naturale che venga di fare all'automobilita medio. Al semaforo sei comodamente fermo ma ti vedono gli altri e non sta bene, in autostrada le evacuazioni si incollerebbero agli sportelli posteriori per le turbolenze, ma qua è proprio una pacchia... Alzi la mano chi non ha mai praticato tale attività sulla Via del Mare.
Come la vedono i motociclisti.
Viene naturale imboccare la Via del Mare nonostante ci si trovi in divieto, soprattutto perchè nessuna mente sana preferirebbe percorrere in moto, visti i rischi ben più evidenti, la parallela via Ostiense, inoltre il tabellone dei divieti nei punti di accesso è una tale accozzaglia di cartelli da risultare difficile da leggere per intero mentre si è in movimento.
Come la vedono i burocrati.
Come tutte le strade italiane, sicuramente vi si sarà verificato almeno un incidente raccapricciante, ecco allora che interviene la coscienza preventiva del burocrate, che spinto dalle futili pressioni dei media e dei perbenisti, comincia ad installare sistemi di controllo traffico avanzatissimi lungo ogni metro di strada.
E' così che ogni utente che percorre il tratto G.R.A.-Ostia incappa nell'ordine in:
- un "demotivatore" che indica la velocità del veicolo, alla prima piazzola appena immessi
- un sofisticato sistema di rilevamento dei sorpassi (o qualcosa di comunque molto simile all'oggetto qua in foto) operativo probabilmente in entrambe le direzioni, presente al Km 14 + IV (altezza Marina di Roma)
- una coppia di autovelox con sensore su asfalto, riconoscibili dalle cellule con telecamera installate sopra la carreggiata (vedi seconda foto) con pali tipo tabellone autostradale, operativi in entrambe le direzioni, al Km 15 + V
- un autovelox imboscato nella vegetazione laterale, ma che apparentemente copre solo la corsia verso Roma centro, costituito da un palo con 2 telecamere e relative fotocellule + cabina con oblo per foto, al Km 16 + IV (altezza bivio centro Giano)
- altra coppia di autovelox con sensore su asfalto, operativi in entrambe le direzioni, al Km 17 circa, verso la fine della salita per svincolo Acilia. Molto insidiosi perchè si trovano in corrispondenza di rami degli alberi e di un cartello di divieto di sorpasso e limite 70, difatti mi erano sfuggiti...
- un altro "demotivatore" per chi viene nel senso opposto è istallato poco prima dal tunnel di Acilia
- altro simil-autovelox, puntato verso Roma, ma con azione su entrambe le corsie, si trova al Km 21 + VI (al primo curvone dopo il lungo rettilineo, a metà tra il ponte pedonale blu e la tabella di divieto di sorpasso e limite 70)
E' finita? Nooo.
Possibilità di autovelox mobili:
- nella piazzola al sopracitato Km 21 + VI, direzione Ostia (Marea Polizia Provinciale), visibili con difficoltà
- tra i guard-rail nei varchi di accesso alle aiuole sotto al G.R.A., nel tratto a 2 corsie, impossibile vederli
- nelle piazzole lungo il rettilineo che passa per Tor di Valle
- sotto al tunnel di Acilia in direzione Ostia, all'altezza dell'immissione laterale sotto al tunnel, difficili da vedere, o almeno, serve un occhio attento
E ancora, posti di blocco:
- al Km 14 + IV, nella rientranza di accesso alla "Marina di Roma"
- al semaforo di Ostia Antica
- appena passato il semaforo di Ostia Antica, dove la strada diventa a senso unico e prende per Fiumicino, in corrispondenza dell'inizio dello spartitraffico tra i 2 sensi di marcia
Intanto va detto che l'autovelox con sensori sull'asfalto è pericolosissimo, perchè se uno deve correre (e c'è chi se lo autoimpone come motivo di vita) e conosce i "punti critici", la prima cosa che fa è buttarsi contromano, così la foto non la prende... Questa cosa pare sia di moda anche tra gli utenti autostradali, che per evitare i sensori sulle 3 corsie passano per quella d'emergenza... Ma qua andiamo fuori tema.
Anche il fatto che la Via del Mare sia supermonitorata può spingere gli automobilisti intrepidi a percorrere la ben più pericolosa parallela SS 8 bis via Ostiense o via dei Romagnoli, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero.
Ultimo, ma non per ordine di importanza, il fattore sonnolenza.
Questa strada, fatta al ritorno da una giornata di mare, o da una bevuta in riva al mare di notte, o da una serata al Cineland, o da una mangiatona di pesce, ha un vero effetto soporifero: 30 Km di rettilineo, ma bastano solo i 18 tra Ostia e G.R.A., sono sufficienti ad addormentare un elefante...

Sicuro che mi sto dimenticando qualcosa, ma tanto l'argomento è già lungo abbastanza così, ringrazio chi si è intrattenuto fino a queste ultime righe, e ricordate di lasciare un commento :)

Buon viaggio!

Many thanks al sito "areaGPS by Ross"



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