06 ottobre 2008

 

L'incrocio cieco.

Seppure con rammarico (non è mia intenzione parlarne nel blog), mi trovo nuovamente a commentare le notizie dei nostri giornali locali, in cui spiccano non tanto gli articoli stessi ma le situazioni incredibili che determinano i più brutti fatti di cronaca.
Veniamo alla prima situazione, direttamente dal Messaggero di domenica scorsa, 28 settembre 2008:

Incidente in via dei Monti Tiburtini. Perdono la vita due ragazze.

A causare il gravissimo incidente in via dei Monti Tiburtini sarebbe stato «il mancato rispetto dello stop da parte della Volvo, che si stava immettendo nella strada principale». È quanto sostengono i vigili urbani del V gruppo, dopo gli accertamenti eseguiti ieri sul luogo del tragico scontro. Secondo i primi rilievi, l’automobilista non avrebbe rispettato uno stop immettendosi da uno svincolo sulla strada principale, dove viaggiava la Fiat 500 con a bordo le due donne morte nello scontro.
Secondo la riscostruzione della polizia municipale, la Volvo avrebbe urtato con la parte anteriore sinistra la parte destra dell’utilitaria. La conducente della Fiat, per tentare di evitare l’impatto, avrebbe occupato parte della carreggiata opposta, dove in quel momento arrivava il pullman turistico. L’autista dell’autobus ha quindi tentato di sterzare, sostengono i vigili urbani, «ma ha preso lo stesso in pieno la Fiat, facendola indietreggiare di qualche metro e facendola finire contro una Renault Espace che stava dietro l’auto delle due ragazze». Dopo l’impatto, il pullman è finito nella scarpata.
Se sulle cause dell’incidente la polizia municipale sembra essere giunta a una ricostruzione attendibile, resta però il tema dei rischi collegati al nuovo sistema di viabilità inaugurato con l’avvio dei cantieri del nuovo tracciato della tangenziale est, un’opera che le Ferrovie dello Stato stanno realizzando nell’ambito dei lavori per la nuova stazione Tiburtina. «Il percorso provvisorio presenta diversi rischi, anche perché la segnaletica orizzontale è insufficiente», dicono in ambienti vicini al V gruppo. Tra i punti di debolezza ci sarebbe proprio l’intersezione dove è avvenuto l’incidente di ieri mattina. Lì chi si immette sulla strada principale, spiegano i caschi bianchi, è costretto a svoltare “a gomito”, con possibilità di manovra ridotte. E per autovetture di grandi dimensioni, come la Volvo, i rischi sono moltiplicati.
Fa.Ro.
Guardiamo ora le immagini del servizio:



Aggiungo anche qualche commento "fuori campo" incluso nell'articolo originale:

Carreggiata ristretta
I lavori per la realizzazione della nuova tangenziale est e della stazione Tiburtina hanno ridotto la larghezza della strada

«Quella traversa cieca è una trappola: si tratta di una tragedia annunciata»
Denuncia dei residenti. E il Comune chiude lo svincolo

«La Volvo non ha rispettato lo stop. Ma quel punto è molto pericoloso»

I vigili intervenuti sul posto: «Fatte diverse segnalazioni»
Mi sorge spontanea e repentina una domanda: ma chi è il pazzo che ha concepito una situazione del genere???
Guardiamo bene le fotografie, da sinistra verso destra.
Prima foto, anche un ipovedente si renderebbe conto che, venendo dalla direzione in cui si trova l'osservatore (cioè dalla Tangenziale Est), non si vede assolutamente nulla, neanche l'immissione sulla destra!
Seconda foto, anche qua stessa prospettiva per chi di lì si immette su via dei Monti Tiburtini: un muro di cemento.
Dalla prima e dalla terza foto si capisce chiaramente che chi ha concepito i jersey di cemento a restringimento della carreggiata, non si è minimamente posto il problema di quella immissione cieca, che anche se non fosse stata tale avrebbe comunque causato notevoli problemi in fase di immissione, per cui il tratto ristretto, pur se in curva e molto pericoloso, è stato lasciato ad una sola corsia, mentre il tratto inverso è stato inutilmente mantenuto a 2 corsie, nonostante la visione della strada per chi viene in discesa è molto più chiara.
Capisco le ragioni del traffico, per cui si è teso a favorire quello proveniente dalla Tiburtina, molto più consistente, ma il risultato eccolo qua.
Dalla foto aerea si deduce che si sarebbe potuto comodamente mantenere la seconda corsia per chi proviene dalla Tangenziale Est, e restringere la corsia opposta a una singola corsia, quantomeno fino all'immissione sulla destra prima di Ponte Lanciani. Proprio a volere una cosa fatta bene, si sarebbe anche potuto allargare di circa una corsia tutta la zona dei lavori che precede l'immissione cieca (e magari rimuovere quel muro di jersey perpendicolare al senso di marcia, posto all'inizio dei lavori) e solo poi riavere entrambe le corsie per chi va verso la Tiburtina, in modo da facilitare l'immissione senza dare la precedenza. Si sarebbe trattato in ogni caso di verniciare diversamente la segnaletica orizzontale. Difficile?

Potremmo come sempre chiamarla "fatalità", ma complimenti di cuore a chi si preoccupa della nostra salute in strada. Come mai certe poltrone al Comune non si liberano mai?

Buon viaggio!

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05 settembre 2008

 

Selezione naturale

Dissertazioni

Avevo deciso di non includere quasi mai trafiletti di giornali da baretto metropolitano, ma quanto letto di recente mi fa pensare a tutte le situazioni di vita dove l'istinto guida il corpo e le conseguenze non sono sempre prevedibili.
Come nel calcio, quando dalla mischia in area si leva un tiro che si infrange sulla traversa e rimbalza indietro, tutti i giocatori presenti invece di intervenire rimangono cinematograficamente attoniti a braccia larghe (i difensori) o chini con le mani sul viso (gli attaccanti), mentre potrebbero benissimo calciare il pallone lontano o ribadire la conclusione in porta, così nella quotidianità alcune altre azioni sono guidate da irrefrenabili stimoli interni, che intervengono modificando la nostra cognizione di ciò che ci circonda realmente.
Da qui il concetto di selezione naturale: sopravvive il più forte, il più razionale, il più veloce o, più semplicemente, il più fortunato.
L'esempio ce lo porta questo baldo giovane romano, che in sella al suo scooter riesce a perdere il controllo del mezzo e a schiantarsi miseramente, trascinato dal triste destino della sua stessa superstizione...
(Da Leggo del 03/09/2008, edizione di Roma)


...da cosa ho capito che il centauro è uno scooterista?
Semplice: per grattarsi gli zibidei la mano rituale è la sinistra, sugli scooter (a differenza delle moto) il freno anteriore, cioè quello che garantisce miglior frenata, ha la leva di comando sulla sinistra del manubrio, e ogni scooterista che voglia staccare una mano dal manubrio non si sognerebbe mai comunque di mollare il gas, posto a destra.
Ne consegue che il malcapitato si è trovato a dover fronteggiare con una sola mano, la destra, la situazione di estremo pericolo, per cui probabilmente lo scooter si sarà immediatamente messo di traverso con la ruota posteriore bloccata, ed ecco l'impatto sul lato destro con tutte le tristi conseguenze.
Vorrei concludere con 2 appunti.
Il primo riguarda le code impreviste. In una città trafficata come la nostra, costellata di ingorghi, semafori e incidenti, trovare una coda che inizia proprio dietro l'angolo è all'ordine del giorno. Desistete quindi dal dare inutilmente il gas se siete in luoghi, anche conosciuti, con punti della strada ciechi. Anche sul raccordo, dove le code non sono mai impreviste, succede che talvolta, negli orari notturni in special modo, qualcosa fili storto, per cui in corrispondenza di scollinamenti o svincoli, con la media di 2 auto in transito per Km, si passa direttamente e imprevedibilmente ad una coda a 3 corsie, una sorta di muro del pianto. Esperienza personale quella di una notte tranquillissima in cui avevo accumulato un po' di sonnolenza, per cui procedevo sui 120Km/h in corsia centrale della carreggiata esterna, badando solo che non creassi intralcio ad altri. Arrivato alla fine del tunnel dell'Appia, che quella sera in particolare sembrava uno di quei giochi arcade per Playstation in cui ci sei solo te e 2 o 3 macchine statiche gestite dal computer, mi sono trovato con una coda che iniziava in corsia sinistra, un tir che rallentava in corsia destra, un Mercedes station wagon che inchiodava davanti e io, intorbidito dal senso di sonnolenza, perdevo l'attimo buono per frenare andando ad impattare (piano per fortuna) sul paraurti della Mercedes. Danni evidenti: paraurti mio una bella crepa in mezzo, con triangolino di plastica saltato via chissà dove, che lasciava una nuova presa d'aria asimmetrica per il radiatore, la Mercedes invece neanche un micro-graffio... Causa della coda: la solertissima polizia stradale aveva deciso di chiudere tutte le carreggiate per procedere a rilevamento di incidente occorso all'ingresso dell'Appia, proprio quella sera, proprio in quel momento (avevo davanti in coda solo 2 macchine), proprio quando avevo un po' di sonno e proprio dietro a quello stramaledetto terrapieno cementato in curva, che non ti fa vedere nulla oltre i 30 metri. Esperienza personale a buon rendere.
Secondo appunto, riferito a tutti quei giornalisti che giocano col loro vocabolario di termini sensazionalistici: gli scooteristi sono solo dei volgari utenti della strada, i veri centauri sono altri.

Buon viaggio!

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